Renato Guttuso: opere dal 1937 al 1980

sat 1 August - sun 13 September 2026

Renato Guttuso: opere dal 1937 al 1980

Farsettiarte Cortina d’Ampezzo
1 Agosto - 13 Settembre 2026



GUTTUSO, UN GRANDE PROTAGONISTA DEL NOVECENTO
È un iter completo, quello che va in scena da Farsettiarte a Cortina d’Ampezzo che nella sua mostra estiva omaggia uno dei massimi protagonisti dell’arte italiana del XX secolo, Renato Guttuso (Bagheria 1912 - Roma 1987), con una selezione accurata di opere che ripercorrono tutto l’arco della sua lunga e prolifica carriera. 

La rassegna parte dalla fine degli anni Trenta, cruciali nella formazione dell’artista che all’inizio del decennio si trasferisce dalla Sicilia a Roma. Nella capitale condividerà con gli artisti della Scuola Romana la predilezione per la pittura tonale e lo spirito di ribellione al gusto di Novecento allora imperante. Un soggiorno a Milano e i rapporti con artisti come Manzù, Birolli, Persico, lo orienteranno sempre più verso un approccio di tipo realista, rafforzando le sue convinzioni antifasciste. Tra i grandi maestri, i suoi modelli di riferimento sono il Picasso di Guernica, i realisti francesi del XIX secolo come Courbet e Géricault, le opere giovanili di Van Gogh, sensibili ai temi sociali. L’adesione durante gli ultimi anni del regime al movimento di Corrente segna il suo definitivo orientamento verso un’arte impegnata e civile. L’antifascismo convinto del pittore ne sarà una diretta conseguenza. Nell’immediato dopoguerra Guttuso è uno dei protagonisti del Fronte nuovo delle Arti, con lavori che traducono l’interesse sociale in un impianto neocubista. Questo periodo è documentato in mostra da splendide tele quali Forchetta, bicchiere e tenaglia, La grande lavandaia, Interno con stufa. Ma la rassegna conta anche pezzi realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta, quando nella produzione del siciliano hanno la meglio la spinta naturalistica e l’accoglimento di istanze espressioniste, che portano a un linguaggio realistico più libero, più sciolto, più immediato. Ne sono un esempio Damigiana e case o Edicola.


LE OPERE, DAL NEOCUBISMO AL REALISMO LIRICO
Forchetta, bicchiere e tenaglia, 1946, olio su tela
Gli oggetti comuni protagonisti della natura morta si stagliano scultorei sul panno rosso vivo su cui sono disposti, una sorta di piano visivo che sembra rovesciarsi in avanti, verso l’osservatore.  Memore del linguaggio neocubista il pittore gioca con l’inclinazione diversa dei piani e degli elementi che inquadrano la scena, con stesure cromatiche potenti e giustapposte, che si esaltano a vicenda. Un racconto pittorico moderno che nel Secondo Dopoguerra guarda all’Europa. Elementi semplici, tratti dalla realtà quotidiana, assumono valore assoluto. 

La grande lavandaia, 1947, olio su tela
Spiccata capacità di sintesi, interesse sociale, tavolozza sulla quale spicca il tono brunito delle braccia femminili che strizzano un panno bianco. Nella tela, in cui il lavatoio si inclina quasi ad accompagnare il gesto pesante della lavandaia, i colori sono stesi senza chiaroscuro, con un effetto di profondità ottenuto dall’accostamento delle campiture pittoriche. Contorni decisi, viso appena accennato e tratteggiato da poche linee, la figura della donna sembra tracciare un’ellisse con le braccia e l’inchinarsi del busto, che conferisce il senso del movimento, accentuato dal contrasto fra le pieghe del panno e le scriminature del lavatoio.

Interno con stufa, 1948, olio su tela
In Interno con stufa Guttuso trasforma un semplice ambiente domestico in una composizione di forte intensità plastica e cromatica. Al centro della scena si impone la grande stufa cilindrica, presenza solida e quasi monumentale, che emerge davanti alla libreria colma di volumi e ai pannelli luminosi della parete retrostante. La luce fredda proveniente dalle superfici azzurre e bianche dello sfondo dialoga con il caldo giallo del tavolo in primo piano, creando un contrasto che anima l'intera composizione. Sul tavolo sono disposti pochi oggetti quotidiani ? una bottiglia, una brocca, alcune uova e un libro aperto ? resi con una semplicità che ne esalta il valore simbolico. Le forme sono costruite attraverso volumi netti e colori compatti, mentre i diversi punti di vista adottati dall'artista conferiscono alla scena una tensione dinamica di ascendenza neocubista: il piano del tavolo sembra inclinarsi verso l'osservatore, quasi a coinvolgerlo nello spazio del dipinto.

Natura morta (Cestello e libri), 1959, olio su tela
È un’iconografia e una stesura pittorica sempre più libera quella che si fa strada nel corso degli anni Cinquanta e che in questa natura morta trova la sua realizzazione. Sembra sia sul punto di crollare in basso a sinistra, verso lo spettatore, la fila di libri tratteggiati velocemente, con pennellate rapide e colori decisi. Il cestello a destra restituisce invece la sensazione di un equilibrio meno precario, sullo sfondo di pennellate materiche, ricche, corpose, che tradiscono la libertà e la scioltezza acquisite da Guttuso nel corso degli anni Cinquanta.

Damigiana e case, 1961, olio su tela
Un linguaggio maturo, compiuto, che ha composto in modo armonico tutte le suggestioni dei decenni precedenti. È quello che caratterizza la tela con la damigiana che si staglia in bella vista, occupando la metà sinistra del quadro, con una volumetria che richiama gli anni giovanili. Lo stesso vale per gli oggetti che affiancano a destra il soggetto principale, mentre gli altri elementi, dalla vetrata sulla destra alle case dello sfondo all’inclinazione del piano d’appoggio riportano al neocubismo e alla pennellata libera degli anni successivi. 

Edicola, 1965, olio su tela
Con Edicola, la tela scelta come immagine guida della mostra, Guttuso affronta un soggetto profondamente legato alla vita urbana e alla quotidianità, trasformandolo in una composizione di sorprendente forza visiva. L'edicola è suggerita più che descritta: una fitta trama di giornali e fogli bianchi occupa quasi interamente la superficie, creando una sorta di quinta verticale che si apre attorno a un nucleo centrale più scuro. I fogli appesi, sovrapposti e accatastati diventano moduli ritmici che scandiscono lo spazio e guidano lo sguardo dell'osservatore. Il bianco dominante delle pagine si anima attraverso infinite variazioni di luce e materia, interrotte da improvvisi accenti gialli, rossi e azzurri che conferiscono vivacità alla composizione. Lo sfondo, costruito con campiture di blu, viola e bruno, incornicia la struttura centrale e ne accentua la profondità, mentre la pennellata rapida e sintetica suggerisce il continuo movimento della città, il passaggio delle persone e il fluire delle notizie. 
Pur mantenendo un saldo riferimento al reale, l'opera sfiora l'astrazione attraverso la ripetizione dei fogli e la semplificazione delle forme. Ne emerge un'immagine di grande energia e modernità, nella quale Guttuso dimostra la piena maturità del suo linguaggio pittorico: un linguaggio capace di trasformare un frammento della vita quotidiana in una costruzione rigorosa e vibrante, carica dell’energia vitale della società a lui contemporanea.


FARSETTIARTE, Cortina
La Galleria d’Arte nella celebre località montanara è stata fondata nel 1964. Collocata oggi nella storica piazza Roma, fra i punti chiave di Cortina d’Ampezzo, si distingue presto per il prestigio dell’attività espositiva, attirando collezionisti, appassionati, visitatori, addetti ai lavori. La piazza, ribattezzata Piazza dei giochi olimpici 1956 – 2026 in occasione di Milano Cortina 2026, è stata ristrutturata a partire dal 2012 ed è un punto di ritrovo per abitanti e turisti.

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