Vittorio Corcos (Livorno, 1859 - Firenze, 1933)
La lettura, 1880
Collezione Franca Medici;
Collezione privata
Vittorio Corcos. Il fantasma e il fiore, 1859 - 1933, Livorno, Villa Mimbelli, 26 giugno - 1 settembre 1997, poi Firenze, Palazzo Pitti, 16 settembre - 12 ottobre 1997, cat. p. 68;
Boldini e gli italiani a Parigi. Tra realtà e impressione, a cura di Francesca Dini, Roma, Chiostro del Bramante, 14 novembre 2009 -14 marzo 2010, cat. pp. 180-181, n. 52, illustrato a colori;
Corcos. I sogni della Belle Époque, a cura di Ilaria Taddei, Fernando Mazzocca, Carlo Sisi, Padova, Palazzo Zabarella, 6 settembre - 14 dicembre 2014, cat. n. 36, illustrato a colori.
"Nel suo elegante abito di velluto nero - sul quale risalta la camicia bianca dai ricchi polsini - accompagnato da un copricapo dello stesso colore e guarnito di piume, la giovane donna è assorta nella lettura. È effigiata di profilo, come in certi ritratti rinascimentali, a lasciare illuminata la guancia e l’orecchio, dal quale pende un prezioso monile di corallo, dello stesso colore della copertina del libro, della fantasia a croci in alto a sinistra e della firma del pittore. Questi chiasmi cromatici ravvivano il dipinto, giocato sul contrasto di tinte, ora chiare e luminose, ora scure e profonde. Sullo sfondo compaiono altri due personaggi: in alto a destra un uomo con pince-nez, in basso a sinistra una donna con cappellino rosso e un grande orecchino dorato. Si tratta di due figure appena abbozzate, volutamente ambigue: a metà tra figure reali e incarnazioni di personaggi del libro letto dalla protagonista (Taddei, in Boldini e gli italiani a Parigi, 2009). L’opera è stata con ogni probabilità dipinta durante il primo anno di soggiorno a Parigi, date le assonanze con certa pittura di Edgar Degas e i rimandi a un proprio dipinto del 1881, Figure in un omnibus, nel quale ritroviamo una figura femminile simile a quella sullo sfondo. Proprio tale analogia potrebbe suggerire che la donna qui rappresentata si trovi all'interno di una vettura, e che si tratti di una «fugace “impressione” colta dal pittore osservando dall’esterno» (Taddei, in Boldini e gli italiani a Parigi, 2009). Tema iconografico antichissimo, il momento della lettura si diffonde ancor di più durante l'Illuminismo, grazie ad artisti come Jean-Marc Nattier, Joshua Reynolds e Jean-Honoré Fragonard (evidenti le analogie con La liseuse di Fragonard, 1770 circa, Washington, National Gallery of Art). Corcos, autore a sua volta del racconto Mademoiselle Leprince (1894), lo rappresenta spesso nelle sue opere: come momento "privato”, in questo dipinto e in Ore tranquille; come attimo “idilliaco”, in Lune de miel; come passatempo “corale”, in Leggendo il «Fanfulla» e In lettura sul mare. All’attività della lettura possono alludere anche i libri chiusi, come nel celebre Sogni, nel quale essi rimangono abbandonati sulla panchina a fianco della protagonista"(Alessandro Malinverni in Corcos. I sogni della Belle Époque, a cura di Ilaria Taddei, Fernando Mazzocca, Carlo Sisi, Marsilio, Venezia, 2014, p. 190).