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Scuola tedesca fine XVI secolo

Martirio di San Lorenzo e Papa San Sisto II

Olio su tavola, cm 136x101,5
Dipinti raffiguranti il Martirio di San Lorenzo e Papa San Sisto II sono piuttosto rari nella pittura del Cinquecento mentre più frequenti nel secolo successivo, e soprattutto nella pittura fiamminga, come nel Martirio di San Lorenzo di Wenceslas Cobergher e Daniel Seiter. San Sisto e San Lorenzo condivisero la stessa persecuzione a Roma nel 258 d.C. e i pittori hanno immortalato sia San Lorenzo bruciato sulla graticola, sia Papa San Sisto II decollato e la scena della visita di San Lorenzo suo diacono a San Sisto in carcere prima di essere decapitato, che gli consegna i tesori della Chiesa predicendogli che lo seguirà nel martirio dopo tre giorni. La nostra tavola di complessa articolazione compone tutta la storia in un'unica scena a scansioni temporali. Al centro la scena principale, con il martirio di San Lorenzo bruciato sulla graticola. In secondo piano in alto a destra, il diacono Lorenzo che visita il suo Papa in carcere e questi gli consegna il tesoro, come recita la scritta in latino: "S. Sistus dat S. Laurentio thesauros ecclesiae pauperibus elargiendos". Sempre in secondo piano a sinistra, San Lorenzo distribuisce i beni ai poveri e al centro il papa Sisto che viene decollato da un armigero con spadone. In terzo piano un paesaggio con città turrita, castelli e monti, sotto un cielo di tramonto rosato segnato dal volo di uccelli. Tutta la scena è dipinta con figure dalle vesti minuziosamente dettagliate nei particolari, prevalentemente con turbanti orientali alternati a elmi. Al centro il cartiglio con la frase celebre pronunciata da San Lorenzo rivolgendosi ai suoi aguzzini mentre viene arso vivo: "Assatum est, versa et manduca" (è cotto da questa parte, girami e mangia). La dimensione della tavola e la ricchezza scenica della composizione indicano che la committenza dell'opera, religiosa o laica che sia stata, era di livello elevato. Si deve considerare che dopo la riforma luterana, 1517, nelle regioni protestanti il culto dei Santi e dei Martiri venne drasticamente ridotto o eliminato dalle chiese a causa dell'aniconismo e del rifiuto dell'intercessione dei Santi. Tale culto rimase vivo soprattutto nelle regioni cattoliche, in Baviera, Austria e Romania, e venne ancor più esaltato dopo la Controriforma, 1545: si può quindi attendibilmente supporre che il il nostro dipinto appartenga a un autore di quell'area dopo il 1545. Si segnala come ulteriore elemento di committenza colta la scritta in ebraico sul bordo della veste del secondo personaggio da destra con il libro in mano, un rabbino con il tallit (mantello bianco con pennacchi neri), sopra a uno dei due carnefici di San Lorenzo.
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Asta Live 291

Dipinti Antichi - Dipinti del XIX e XX secolo

gio 29 Ottobre 2026
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