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Giuliano Vangi Sculture e disegni Veio

Giuliano Vangi Nato a Barberino di Mugello (Firenze), il 13 marzo 1931, Vangi ha studiato all’Istituto d’Arte, allievo di Bruno Innocenti, e all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Dal 1950 al 1959 ha insegnato presso l’Istituto d’Arte di Pesaro. Tra il 1959 ed il 1962 si trasferì in Brasile, dove eseguì opere astratte, utilizzando cristalli, ferro e acciaio. Espose alla Biennale di San Paolo, vinse il Primo Premio al Salone di Curitiba e tenne una mostra personale al Museo d’Arte Moderna di San Paolo. Tornato in Italia, si stabilì a Varese e ottenne una cattedra all’Istituto d’Arte di Cantù; poi si trasferì a Pesaro. Qui ritornò allo stile figurativo, concentrando le sue ricerche sugli stati d’animo dell’uomo contemporaneo. Dotato di una solida tecnica, egli seppe infondere alle sue sculture una straordinaria forza espressiva ed emotiva. I suoi personaggi ci trasmettono con immediatezza i loro sentimenti più profondi: gioia o dolore, paura o serenità, amore o odio, amicizia o solitudine, speranza o disperazione. Le sue sculture si ispirano ai grandi modelli del passato, ma nello stesso tempo utilizzano un linguaggio moderno e originale. Lo spettatore rimane affascinato dal morbido, raffinato modellato e dalla minuziosa cura dei particolari. In una recente intervista Vangi ha detto: “L’uomo di oggi e la sua lotta contro un mondo ostile resta comunque il tema fondamentale della mia opera, tutto il resto m’interessa poco. Voglio raccontare i suoi conflitti interiori e i problemi che affronta a livello sociale, solo così sento di essere a posto con la mia coscienza: aver ‘raccontato’ qualcosa che riguarda tutti gli uomini e non essermi limitato alle mie piccole gioie o dolori personali”.