Auction N.202 - I, PARADE - Arredi, stampe e disegni antichi

wed 17 -  tue 30 March 2021 
139 

Donato Creti (attr. a)
(Cremona 1671 - Bologna 1749)

Studio per «Alessandro taglia il nodo gordiano», 1708 ca.

Penna e inchiostro seppia su carta
mm. 192x184

Reca in basso la scritta in corsivo: "Donato Creti".
Controfondo su carta, con cornicetta a tre righe. Mancanza in alto a semiellisse di mm. 30x30 ca.
Inchiostro parzialmente attenuato.



La figura centrale del nostro disegno, un guerriero con elmo, corazza e manto che brandisce in alto la spada, con una colonna alle spalle, pare strettamente connessa con quella di Alessandro nell'affresco Alessandro taglia il nodo gordiano, 1708, di Palazzo Pepoli Campogrande a Bologna (si veda in Renato Roli, Donato Creti, 1967, p. 21, tav. 2, fig. 18).
Creti aveva già illustrato verso il 1699 episodi della vita di Alessandro Magno, come testimonia il disegno Alessandro e la famiglia di Dario, già nella collezione Manning, New York (R. Roli, 1967, p. 25, fig. 120), e il dipinto La famiglia di Dario davanti ad Alessandro, di collezione privata (R. Roli, 1967, fig. 6). In una lettera ad un anonimo di Cremona Creti scriveva: "Vi sono in casa de sig.ri Pepoli due camere et un camerone dipinte al sotto in sù" (R. Roli, 1967, p. 81).
G.P. Zanotti, in Storia dell'Accademia Clementina, Bologna, 1739, nella biografia del Chiarini, autore della "quadratura", scrive che l'affresco in Palazzo Pepoli Campogrande (soffitto ad affresco) è stato eseguito nel 1708 (R. Roli, 1967, p. 88, n. 35).
Rispetto al nostro disegno, in cui l'impianto architettonico a prospettiva dal basso in alto con l'occhio della cupola appare appena abbozzato, l'affresco presenta una scena più ampia, ma si deve ricordare che al Creti interessavano prevalentemente le figure. Tuttavia anche la figura di guerriero tagliata alle gambe, in basso a sinistra, dal perimetro circolare della scena, appare vicina a quella in controluce dell'affresco. L'affresco colpisce per l'effetto di "sfondato prospettico" che nel disegno appare già in nuce.
La tecnica del disegno, secondo il metodo del Creti che "abbozzava [...] mediante tratteggi infittiti e talora incrociati" (R. Roli, 1967, p. 24), appare particolarmente compatibile con quella usata in altri disegni del maestro: si vedano Due scene mitologiche, 1698, Venezia, Istituto di Storia dell'Arte della Fondazione Cini (R. Roli, 1967, fig. 112); Sacra Famiglia e l'Angelo, 1699, Oxford, Ashmolean Museum (R. Roli, 1967, fig. 116); Adorazione dei pastori, Vienna, Graphische Sammlung Albertina (R. Roli, 1967, fig. 125).
Bibliografia di riferimento:
Renato Roli, Donato Creti, Mario Spagnol Editore, Milano, 1967.

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