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Ottone Rosai. Ritratti e autoritratti, un dialogo con Bacon e Baselitz

 
Ottone Rosai. Ritratti e autoritratti, un dialogo con Bacon e Baselitz, Milano, Galleria d´Arte Frediano Farsetti, 20 settembre - 20 ottobre 2018
 

PRIMA MOSTRA DELLA GALLERIA FREDIANO FARSETTI A MILANO

20 settembre – 10 ottobre 2018

Dalla fine del mese di luglio la Galleria Frediano Farsetti ha trasferito la sua sede espositiva da Firenze a Milano. La prima mostra che verrà allestita a Milano è dedicata ad un inedito e interessante confronto tra alcuni  importanti ritratti e autoritratti di Ottone Rosai con alcune opere grafiche di Francis Bacon e Georg Baselitz. Questa esposizione si propone di sottolineare il ruolo fondamentale di Rosai nell’arte contemporanea alla luce della stima che gli è stata tributata da alcuni dei maggiori rappresentanti dell’arte del Novecento in Europa. In particolare intende mettere a confronto i dipinti di figura (ritratti e autoritratti) di Ottone Rosai con opere grafiche di Francis Bacon e Georg Baselitz che concentrano la loro ricerca pittorica intorno alla figura umana.
Rosai e Bacon
Nel 1962, parlando dei modelli a cui le sue opere si erano ispirate, il pittore irlandese disse: Non esito a fare il nome di Ottone Rosai, uno fra i più grandi pittori di questo secolo: soprattutto gli autoritratti e i nudi che egli ha dipinto, gli uni all’inizio, gli altri alla fine degli anni Quaranta, hanno generato in me profonde riflessioni e non pochi trasalimenti”. In maniera analoga Nino Tirinnanzi, allievo di Rosai, ricorda un episodio accadutogli durante un viaggio a Londra. In quell’occasione ebbe la possibilità di incontrare Bacon e questi gli confidò: “Sapesse quanto l’ho ammirato e quanto i suoi quadri degli anni Quaranta siano stati decisivi per la mia formazione”. Non solo: per confermare le sue affermazioni Bacon gli fece vedere che nella sua libreria conservava il catalogo di una mostra di Rosai. Gli spettatori potranno scoprire gli elementi comuni tra le opere di Rosai e Bacon, in particolare il forte senso di dolore e di disagio, fisico e morale, che essi provavano personalmente e vedevano nell’Europa degli anni Trenta e della Seconda Guerra Mondiale. In entrambi appare evidente una profonda meditazione metafisica sul male di vivere, sulle sofferenze interiori che essi avvertono in una società tecnologicamente avanzata, ma non altrettanto progredita dal punto di vista morale ed etico. Nella sua “Autobiografia” del 1935, Rosai ha scritto: “Gli uomini, specie i ben portanti, gli impettiti, coloro che vorrebbero dare a bere di chissà quale missione da svolgere nella vita, furono sempre i miei bersagli preferiti e fino a quando non ho potuto dimostrare la tragedia della loro presenza sulla terra per mezzo di un pezzo di matita, mi son divertito a pigliarli a sassate".
Rosai e Baselitz
Un secondo confronto, altrettanto affascinante, è quello con Hans-Georg Rem, meglio noto con lo pseudonimo di Georg Baselitz, derivato dalla città tedesca di Deutschbaselitz, dove nacque il 23 gennaio 1938. In un’intervista di Antonello Guerra, pubblicata il 4 marzo 2017 sul quotidiano La Repubblica, Baselitz, rispondendo alla domanda su quali fossero i suoi maestri, ha risposto: “Nessuno. Ho ammirato Beuys, de Chirico, Giacometti, Fontana, Hartung, Nay, Merz, Rosai, Vedova, conosciuto a Firenze”. Sia nella serie degli Eroi, ma ancor più nelle sue note figure capovolte possiamo individuare le similitudini con Rosai: il tratto nervoso, il gesto rapido e deciso con cui tratta le linee, i forti contrasti cromatici e le atmosfere tese, facilmente riscontrabili anche nelle opere dell’artista toscano.

Galleria d’Arte Frediano Farsetti
Via della Spiga 52 - 20121 Milano
Tel.: 02 794274 – Fax: 0276012706
Orario: da martedì a sabato: 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00 – lunedì: 15.00 – 19.00 – domenica chiuso www.galleriafredianofarsetti.it