FATTORI, LEGA, SIGNORINI E BORRANI: QUATTRO GRANDI PITTORI DI MACCHIA

Odoardo Borrani, Una visita al mio studio (In attesa del pittore)
Odoardo Borrani, Una visita al mio studio (In attesa del pittore)
Telemaco Signorini, Nei dintorni di Firenze
Telemaco Signorini, Nei dintorni di Firenze
Silvestro Lega, Nel roseto
Silvestro Lega, Nel roseto
Farsettiarte è lieta di presentare, in occasione del prossimo appuntamento con la pittura e la scultura del XIX e XX secolo, un nucleo di opere di Maestri Macchiaioli di straordinaria unicità, provenienti da due importanti collezioni private.

Un ‘Quadro nel quadro’: Odoardo Borrani e Telemaco Signorini

Odoardo Borrani, Una visita al mio studio

Questo sorprendente esempio di pittura elegante, moderna e alla moda è in linea con le tendenze che si andavano sviluppando in Francia e in Inghilterra a partire dalla metà degli anni Cinquanta: un ideale di “Arte per l’Arte” che trovava la sua ragion d’essere nella bellezza del lusso e della moda.
L’espediente del “quadro nel quadro” (in questo caso molteplici) e il grande cavalletto ingombro di stoffe e dipinti creano un labirinto ottico che circonda la protagonista, una novella Madame Bovary toscana.

Tra i numerosi dipinti che Borrani magistralmente cita nel suo studio è presente sul cavalletto l’importante tela di Telemaco Signorini Nei dintorni di Firenze, acquistata proprio da Borrani alla Promotrice Fiorentina del 1866.
Opportunamente riuniti da un illuminato collezionista, Una visita al mio studio e Nei dintorni di Firenze possono oggi essere finalmente presentati fianco a fianco in questa vendita.

Telemaco Signorini, Nei dintorni di Firenze è un’opera appartenente alla produzione matura di Telemaco Signorini. Questo scorcio, che come abbiamo anticipato è appartenuto a Odoardo Borrani ed era presente nell’atelier del pittore raffigurato in Una visita al mio studio, è rappresentativo di uno dei temi più cari all’iconografia macchiaiola: la fuga prospettica di una via fiancheggiata da edifici o da un muro di recinzione, scandito da nette partiture di luce e ombra che definiscono plasticamente le forme. Lo spirito con cui Signorini lo interpreta, in un’atmosfera distesa e meditata, appare decisamente rivoluzionario, grazie all’uso di un inedito rigore ottico, cifra che diverrà distintiva di tutta la sua produzione successiva.

Giovanni Fattori

L’artista livornese, maestro indiscusso del gruppo dei Macchiaioli, è presente in asta con sei importanti lavori. Ne anticipiamo tre in particolare: Avanscoperta, una delle scene militari più suggestive dipinte dal pittore, in cui la figura umana ha assunto accenti di solitaria e antieroica monumentalità, è caratteristico per il taglio marcatamente orizzontale dell’inquadratura, che anticiperà l’effetto cinematografico della ripresa in campo lungo. Il carattere “classico” della composizione riprende l’essenzialità dei dipinti di paesaggio livornesi realizzati tra il 1875 e il 1885.
L’arrivo della cavalleria in piazza Santa Maria Novella costituisce un raro esempio di veduta urbana che ritrae il passaggio attraverso la piazza fiorentina di uno squadrone di Cavalleggeri del Regio Esercito Italiano. In quest’opera l’artista è riuscito ad accostare alla dinamicità della scena la briosità e la leggerezza dell’elemento architettonico.
Nel piccolo capolavoro intitolato La porta rossa (Cortile rustico), riconducibile alla metà degli anni Sessanta e appartenuto al famoso critico Ugo Ojetti, emerge l’aspetto più intimista e poetico della produzione dell’artista livornese, sino ad allora noto principalmente come pittore di scene militari. L’uso sapiente del colore diventa l’elemento chiave capace di catalizzare l’attenzione dello spettatore, caricando la tela di una forza tellurica prorompente.

Silvestro Lega a Bellariva
Il Cofanetto Tommasi rappresenta il più celebre dei tre portagioie dipinti da Silvestro Lega, eseguiti nel corso degli anni Ottanta. Fu donato dall’artista a Eleonora Tommasi Cecchini, sorella dei pittori Angiolo e Lodovico, che ne divenne in seguito il proprietario. I quattro lati che costituivano la scatola, confluiti fortunatamente nella stessa raccolta grazie alla sensibilità di un accorto collezionista, sono oggi riuniti in questa vendita.
Questo nucleo di tavolette rappresenta una delle più importanti testimonianze del cosiddetto “periodo di Bellariva”, che vide l’artista soggiornare per alcuni anni in questa località fiorentina ospite della famiglia Tommasi. La villa La casaccia, dimora in cui il commerciante livornese Luigi Tommasi si trasferì con la famiglia nel 1881, divenne in breve la meta di letterati e artisti, tra cui Signorini, Fattori, Cecioni e anche Lega.

Silvestro Lega al Gabbro
Nel corso dell’asta verranno presentati anche tre importanti dipinti riconducibili al cosiddetto “Periodo del Gabbro”: Ritratto di giovinetta con fiocco rosso, Passeggiata in giardino e Nel roseto.
Dopo la rigenerante esperienza di Bellariva, l’attività pittorica di Lega vive un’ultima sorprendente stagione sulle colline del Gabbro, piccola frazione rurale a sud-est di Livorno, non lontana dalla tenuta dell’amico Diego Martelli a Castiglioncello, dove oltre vent’anni prima si erano svolti alcuni fondamentali episodi della rivoluzione macchiaiola.
Sarà ancora una volta il calore domestico di un nucleo familiare a stimolare questo empito finale di felicità creativa; com’era avvenuto con i Batelli a Piagentina e poi con i Tommasi a Bellariva, anche al Gabbro il pittore potrà contare sull’amicizia e sull’affetto di una famiglia del luogo: i Bandini. Durante questa fase il Maestro da spazio a una forma di realismo più corsivo e sintetico, “febbrilmente concitato”, secondo la felice definizione che ne dette il critico Mario Tinti.  

Asta sabato 15 Maggio 2020
 
Esposizione
Milano 29 aprile - 5 maggio
orario 10-19 (festivi compresi)

Prato 8 - 15 maggio
orario 10-13 / 16-19,30 (festivi compresi)

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