Asta pubblica per gli oggetti della "sala bianca" di Kuśmirows [..]

Un'asta pubblica per gli oggetti della “sala bianca” di Kuśmirowski.
Martedì 4 Aprile 2017 ore 21
Ingresso libero

Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci - Prato  

Martedì 4 aprile 2017 alle ore 21 il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato organizza, in collaborazione con Farsettiarte, una battitura d'asta per gli elementi che hanno composto l'opera “Quarantine” dell'artista polacco Robert Kuśmirowski, realizzata in occasione della mostra La fine del mondo che si è conclusa domenica 19 marzo. L'asta si svolgerà presso il Centro Pecci, proprio nella sala che ospita il lavoro.

L'opera di Kuśmirowski, realizzata con molti oggetti di uso quotidiano appesi alle pareti del museo e dipinti di bianco, è diventata famosa al pubblico anche con il nome di “sala bianca” uno spazio dove si sono svolti la maggior parte degli eventi collegati alla mostra, tra cui le Lectio Magistralis del filosofo Zygmunt Bauman e del meteorologo Luca Mercalli.

I vari elementi dell'opera vengono battuti a blocchi tematici e a pezzi singoli, con valori di base che vanno da poche decine di euro a alcune migliaia, a seconda della dimensione e dell’importanza. Il ricavato sarà così suddiviso: un terzo andrà all'artista, in quanto creatore del lavoro, un terzo alla Comunità Emmaus (che ha contribuito alla realizzazione fornendo il materiale) e un terzo al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci che così potrà recuperare i costi di produzione. L'asta pubblica di martedì 4 aprile diventa così un'opportunità non solo per scoprire più da vicino un interessante strumento di avvicinamento all'arte, ma anche per contribuire ad uno scopo sociale attraverso l'acquisizione di oggetti valorizzati da un importante artista a livello internazionale.
L'ingresso è libero
 
Qui il catalogo pdf scaricabile

Robert Kuśmirowski Quarantine  (2016) 200 sedie, materiali di recupero Dimensioni ambiente Il colore bianco rimanda a un altro mondo, etereo, metafisico: spazio che troveremo oltre la morte o tracce sempre più flebili del nostro passaggio sulla terra? L’opera vuole sollecitare le sensazioni che proveremmo fermandoci a riflettere sul trascorrere del tempo: per questo l’artista ha deciso di riempire le pareti con oggetti che appartengono al quotidiano dell’uomo.          
Foto Ivan D'Alì

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