Artisti al Caffè Greco. Da Picasso a Guttuso

Artisti al Caffè Greco. Da Picasso a Guttuso - News
La tradizionale mostra di fine anno a Cortina d’Ampezzo ha come filo conduttore uno dei più famosi caffè storici, frequentato da secoli da artisti, letterati e intellettuali italiani e stranieri.
L’Antico Caffè Greco di Roma, nella centralissima via Condotti, a due passi da Piazza di Spagna e da Trinità dei Monti, fu aperto nel 1760 e deve il suo nome al suo fondatore, che nello Stato delle Anime di quell’anno viene nominato come “Nicola di Maddalena, caffettiere levantino”.

Nei primi anni dell’Ottocento il locale divenne il luogo di ritrovo abituale degli artisti e degli intellettuali tedeschi che soggiornavano a Roma o che la visitavano come tappa del loro viaggio in Italia.

Questa tradizione artistica e culturale è durata nel corso dei decenni, fino alla seconda metà del Novecento. In un’intervista a “Il Tempo”, Giorgio de Chirico dichiarava: “Vivo benissimo a Roma … Mi piace abitare in Piazza di Spagna e sa perché? Perché ogni giorno sulla tarda mattinata faccio quattro passi per le vie del centro, vado a prendere l’aperitivo al Caffè Greco..”

Nel 1976 Renato Guttuso dipinse uno dei suoi quadri più famosi, ambientato proprio all’interno del Caffè Greco. Del Caffé Greco esistono vari studi preparatori (uno dei quali qui esposto), un grande bozzetto, ora alla Collezione Thyssen Bornemisza e la tela definitiva, ora al Museo Ludwig di Colonia.

“Nei disegni preparatori di Caffè Greco, afferma ancora Guttuso, c’è molto più de Chirico che non nel quadro, anche se nel quadro ci sono molti elementi dechirichiani”.
La mostra ripercorre la storia del Caffè Greco attraverso le personalità che hanno contribuito a rendere questo piccolo angolo romano uno dei luoghi in cui la cultura moderna ha preso forma, rimasto per molto tempo meta prediletta delle menti più brillanti e rivoluzionarie dell’arte.

Così, accanto alle opere degli esponenti della Scuola romana, di Guttuso e di Afro, si trova la solitudine dell’umanità priva di speranza di Picasso, in Le repas frugal, del 1904, e la tensione e il senso di prigionia degli anni della guerra espressi attraverso il corpo femminile, come in Femme nue assise, 1942, il Futurismo di Depero, Prampolini e Severini, che in Rythme de danse à l’Opera, 1950, reinterpreta con nuovo linguaggio le sue ballerine del primo Novecento, le opere di de Chirico, come Le muse inquietanti, fine degli anni Cinquanta, in cui il soggetto del 1917 mantiene invariata l’atmosfera metafisica di mistero e spaesamento, e le visioni oniriche di Savinio, in La forêt dans l’appartement, 1930.

Testo in catalogo di Elisa Morello.


Farsettiarte - Cortina d’Ampezzo (BL),
Largo delle Poste (piano rialzato)
24 dicembre 2016 – 8 gennaio 2017
Orario: tutti i giorni, 10.00 – 13.00 e 16.00 – 19.30
Tel. 0436 860669
cortina@farsettiarte.it

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