Asta N.205 - I, Importanti Dipinti Antichi

ven 14 Maggio 2021 
99 

Giovan Battista Crespi detto il Cerano (bottega di)
(Romagnano Sesia (No) 1573 - Milano 1632)

Lucrezia

Olio su tela
cm. 101,5x76,5

Storia
Collezione privata, Firenze (2001);
Collezione privata


Bibliografia
Immagini del tempo passato. Una raccolta toscana di dipinti antichi, a cura di Marco Fagioli e Francesca Marini, Capalbio, Palazzo Collacchioni, 28 agosto - 11 settembre 2005, Aión Edizioni, Firenze, pp. 58-59, n. 49, riprodotto.

Già ritenuta ascrivibile all'ambito napoletano e vicina alla cerchia di Giacomo Cestaro per tradizione orale, non appare da escludere l'ipotesi che il dipinto sia da inserire nel repertorio di opere annesse alla bottega di Giovan Battista Crespi detto "il Cerano" (Romagnano Sesia 1573 - Milano 1632).
L'allargamento di orizzonti emerso dall'analisi della sua cerchia, costituita da varie individualità tra cui il fratello Ortensio, la sorella Giulia, più tardi la figlia Camilla e dopo il cognato Melchiorre Gherardini, tutti prosecutori dei modelli del Cerano, permette di proporre l'ascrizione di quest'opera a una tra le varie personalità che gravitavano intorno al "marchio" Cerano, in considerazione della stretta analogia esistente tra il volto di questa Lucrezia, quello della Morte di Lucrezia, assegnata da Mario Rosci e poi da Federico Cavalieri all'ambito di Cerano, e infine alla Lucrezia dell'Ambrosiana di Gherardini (F. Cavalieri, Tra collaboratori, allievi, seguaci, in Il Cerano 1573-1632. Protagonista del Seicento lombardo, a cura di M. Rosci, Milano, 2005, p. 35, fig. 6, con bibliografia precedente).
Comune a queste opere è l'interpretazione caricata del dramma, espressa soprattutto attraverso la maschera scomposta del viso plasmata nella luce e il parziale abbandono delle striature velate di colore a costruzione della forma usate da Cerano, in favore di una materia cromatica più densa e mescolata, possibile apertura all'incipiente movimento barocco.
In questa tela l'intensità espressiva che caratterizza la rappresentazione della morte di Lucrezia ha il suo punto focale nel volto della donna, dai tratti impietosamente alterati, lasciando agli accorti giochi di controluce tra collo, orecchio e sopracciglio contratto il compito di costruire la forma.
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