Asta N.198 - I, Importanti Sculture e Dipinti antichi provenienti da prestigiose committenze private, da Villa Mansi di Lucca e due dipinti di Piazzetta ritrovati

ven 9 Ottobre 2020 
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Giuseppe Antonio Pianca (attr. a)
(Agnona (Vc) 1703 - post 1757)

«Paesaggio con casolare e rudere» e « Paesaggio con alberi e tre viandanti»

Olio su tela
cm. 35x50,5 ognuno


Valsesiano di nascita, il Pianca, fino agli anni Sessanta poco studiato dalla critica, lavorò più fuori che in patria: a Milano, a Novara dove lasciò il suo capolavoro nella chiesa di Sant'Eufemia, ancora in Lombardia e in Liguria. A Milano nel 1720, quindi poco più che diciassettenne, compì la sua prima opera autonoma, oggi perduta, nella chiesa dei Santi Bernardo e Biagio. Rimasto estraneo alla nuova pittura del "barocchetto in chiaro" diffusasi allora, il Pianca oltre che valente ritrattista e pittore di storie sacre, fu un eccellente paesaggista, dai forti contrasti chiaroscurali, con un'attenzione rivolta via via a Sebastiano Ricci, al Solimena per le figure e al Mignard.
La critica lo ha definito nel paesaggio come un esponente di quel modo "pittoresco" che in certo senso converge poi con la pittura di Francesco Guardi, di lui più giovane.
Questi due paesaggi, tipici esempi di una visione preromantica della natura che si associa al concetto del "pittoresco", sembrano molto vicini a quello sullo sfondo con la tela Martirio di un Santo, Novara, Sant'Eufemia - stessa pennellata "mossa" nelle capanne - e mostrano un impianto paesistico analogo ai paesaggi del Battesimo di Cristo e della Fuga in Egitto del Museo di Varallo.
Bibliografia di riferimento:
Mostra di Giuseppe Antonio Pianca, VIII Estate Valsesiana, a cura di Marco Rosci, Varallo Sesia, Palazzo dei Musei, 8 luglio - 26 settembre 1962, tavv. 30, 33, 34.
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