Asta N.182 - II, ARTE MODERNA

sab 2 Dicembre 2017 
585 

Bruno Innocenti
(Firenze 1906 - 1986)

Allegoria della danza, 1934

Scultura in bronzo
cm. 108 h.


L'Allegoria della danza (o Ballerina in punta di piedi) è una scultura che sembra essere stata commissionata a Innocenti per l'arredo del Teatro dell'Opera di Roma. Un esemplare in bronzo ivi ubicato sarebbe stato disperso durante il passaggio del fronte nel 1944. Un modello in gesso risulta in collezione privata, Versailles.
Come in altre sculture del periodo, Giuditta, bronzo, 1936, Erinni, marmo, 1935, e Andromeda (Danzatrice), bronzo, 1939, Innocenti svolge anche in questa scultura il suo discorso sulla bellezza femminile prendendo come spunto figure allegoriche, ma in realtà ritraendo fisicamente delle modelle.
Questa Allegoria della danza è riconducibile come tale non solo per la postura ma anche per le scarpette, così come scarpette da danza calza il bronzo della figura di Andromeda, un grande nudo femminile riconducibile al soggetto mitologico solo in virtù delle due braccia legate alzate sulla testa.
Si ricordi che Innocenti, amante della musica classica e del balletto, aveva vinto nel 1933 il concorso per il gruppo monumentale dell'arco scenico del Teatro Comunale del Maggio Musicale, realizzando con Apollo e le Muse il complesso scultoreo più grande della Firenze del Novecento.
Bibliografia di riferimento
Marco Fagioli, Bruno Innocenti e l'immagine femminile, Moretti e Vitali, Bergamo, 2000, n. 5 (esemplare in gesso);
Novecento nascosto, a cura di Beatrice Buscaroli Fabbri,con un testo di Marco Fagioli, Vicenza, 2001, p. 84.


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