Asta N.181 - I, ARREDI E DIPINTI ANTICHI E UN'IMPORTANTE COLLEZIONE ROMANA

ven 27 Ottobre 2017 
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Scudo di piviale in seta e oro raffigurante «Adorazione dei Re Magi»


Cm. 47x46, seconda metà del XVI secolo.Studio attributivo di Francesco Onnis e Renato Guerrucci.Lo scudo di piviale ricamato in seta e oro su teletta dipinta, raffigurante l'Adorazione dei Re Magi (la Sacra Famiglia, lacapanna" fatta in un'architettura con colonne classiche, con i Magi, un pastore, un palafreniere e due cammelli), riveste una particolare importanza nel rapporto tra la pittura e le arti del ricamo tessile nel Cinquecento. Dello scudo infatti Francesco Onnis e Renato Guerrucci hanno ritrovato un disegno (cartone), inplume et encre brune, lavis brun" su carta preparatorio, in tutto e per tutto corrispondente, nella collezione del Département des Arts Graphiques del Musée du Louvre (Inv. 2812, Anciens numéros d'inventaire NIIII847, proveniente dal Musée Napoleon, ma acquistato nel 1793 dalla collezione Saint-Marys), della stessa dimensione del nostro tessuto; il disegno alto cm. 40 per cm. 39 di base, il piviale cm. 48x48 di base compresa la cornice. Il disegno era stato classificato nell'inventario del dipartimento Arts Graphiques, con l'attribuzione ad 'Anonyme Florentin, fin XVI é S.'Onnis e Guerrucci, sulla base di una puntuale analisi stilistica, riconducono la paternità del disegno a Federico Zuccari. I due studiosi operano un raffronto stilistico delle diverse figure e della composizione, con esempi analoghi da altri disegni riconosciuti agli Zuccari: la Figura maschile vista di spalle, Parigi, Musée du Louvre, la Madonna col Bambino, di Federico, sempre al Louvre, la figura del Re Magio con turbante in secondo piano da un Martirio di San Lorenzo, Brema, Museo Kunsthalle, l'Adorazione dei Magi della lunetta nel disegno Decorazione di una cappella, assegnato a Taddeo Zuccari, Londra, British Museum.La corrispondenza della composizione del piviale con il disegno del Louvre, condotta sin nei minimi dettagli, non lascia dubbi sulla dipendenza del ricamo dal disegno, e l'assegnazione del medesimo a Federico Zuccari pare più che fondata.


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