Asta N.181 - I, ARREDI E DIPINTI ANTICHI E UN'IMPORTANTE COLLEZIONE ROMANA

ven 27 Ottobre 2017 
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Apollonio di Giovanni
(Firenze 1415 ca. - 1465)

L'Arcangelo Raffaele con Tobiolo e San Girolamo

Tempera su tavola a fondo oro
cm. 40,7x26

Sul retro della tavola dipinto un rosone recante nella cornice regolare la scritta sei-settecentesca di un proprietario, solo parzialmente leggibile:[...] la costa fior [...] come [...] Barbett J".


Reca uno studio analitico di Andrea De Marchi, Cerreto Guidi, 10 novembre 2007.


Attestato di libera circolazione richiesto. Andrea De Marchi, al quale si deve uno studio analitico su questa tavola, ha indicato il contesto culturale e religioso, specifico della diffusione del soggetto dell'Arcangelo Raffaele e Tobiolo, nell'area fiorentina. Anche la presenza del San Gerolamo penitente che si percuote con un sasso con la mano destra e con la sinistra sgrana un rosario, modello di vita penitenziale, corrisponde all'iconografia del culto del Santo e ripete modelli di Lorenzo Monaco, poi ripresi dal Beato Angelico giovane e da Domenico di Michelino. Giustamente De Marchi, assegnando la tavoletta cuspidata alla mano di Apollonio di Giovanni, segnala che la produzione di opere sacre del pittore, specializzato in fronti di cassoni nunziali con soggetti mitologici e della letteratura classica e deschi da parto, è stata poco studiata. Apollonio lavorò come pittore di cassoni per importanti famiglie fiorentine, come Vettori e Rucellai (1463 ca.). Sebbene Ellen Callmann avesse dedicato, nella sua fondamentale monografia su Apollonio, poca attenzione ai suoi dipinti religiosi, il pittore denota nelle sue opere un rapporto con Giovanni di Ser Giovanni detto lo Scheggia, fratello minore di Masaccio, e con Francesco Pesellino, confermando così la persistenza di una corrente toscana ancora legata al goticismo di pittori come Lorenzo Monaco, nonostante il grande rinnovamento di Masaccio e dell'Angelico. Un altro modello a cui Apollonio sembra aver infine guardato è Paolo Uccello. Questa anconetta è dunque un dipinto esemplare della pittura di devozione domestica del Quattrocento fiorentino.
Bibliografia di riferimento
E.H. Gombrich, Apollonio di Giovanni, a Florentine Cassone Workshop Seen Through the Eyes of a Humanist Poet, in Journal of the Warburg and Courtauld Institutes, XVIII, 1955, pp. 16-34;E. Callmann, Apollonio di Giovanni, Oxford, 1974.


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