Asta N.179 - II, ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

sab 8 Aprile 2017 
520 

Telemaco Signorini
(Firenze 1835 - 1901)

Una via di Bath (Strada di Bath), (1881)

Olio su tavola
cm. 21,2x12,7

Firma in basso a destra: T. Signorini.
Al verso: timbro Opera di Telemaco Signorini / appartenente / al Comm. Paolo Signorini: scritta Bath: cartiglio 22Ib Una via di Bath: etichetta Soprintendenza alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna / Mostra dei Macchiaioli / Maggio - Ottobre 1956, con indicazione di provenienza Gabriolo, Milano: cartiglio con n. 221.

Storia
Collezione Paolo Signorini, Firenze;
Collezione Gabriolo, Milano;
Collezione privata


Scheda tecnica Studio d'Arte Matteucci, Viareggio, 15 settembre 1988; certificato su foto di Giuliano Matteucci in data 7 marzo 1999, con lettera di riconferma in data 20 aprile 1999.


Esposizioni
Mostra dei Macchiaioli, a cura di Giovanni Carandente e Palma Bucarelli, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, maggio - giugno 1956, cat. n. 223, illustrato.

Bibliografia
Ugo Ojetti, Telemaco Signorini, Galleria Pesaro, Milano, 1930, tav. LXVII, n. 92.

Contrariamente a quanto talvolta riportato dalla letteratura signoriniana, la cittadina di Bath non si trova in Scozia, bensì nella regione inglese del Sud Ovest, nella contea del Somerset; nota località termale, deve il suo nome proprio alle terme edificate dai Romani, tutt'ora esistenti. Signorini vi si recò più volte nella primavera del 1881, e vi eseguì alcune vedute urbane per il mercante Visart, a cui aveva precedentemente ceduto il grande dipinto Il Ponte Vecchio; ne dà esauriente testimonianza lo stesso Signorini in una lettera indirizzata al Preside dell'Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1892: "... Nel 1881 vendetti il mio quadro del Ponte Vecchio a un negoziante di Bath, poi coll'amico Giordano mi portai di nuovo a Parigi e Londra e di là fui nella Contea di Somerset a Bath dove rimasi un mese lavorando con l'amico Cecchi per il negoziante Visart che m'aveva comprato il Ponte Vecchio. Di là, traversata l'Inghilterra, passai in Scozia e in Edimburgo, dove raggiunsi il Giordano, lavorai con lui moltissimo per le vie di quella città e a Leith e Glasgow e a North Berwick. Al mio ritorno esposi al Donatello diversi quadri miei".
L.G.


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