Asta N.179 - I, ARREDI E DIPINTI ANTICHI

ven 7 Aprile 2017 
306 

Pittore tedesco del XIX secolo

Raffaello e la Fornarina sullo sfondo di Castel Sant'Angelo

Olio su tela
cm. 170x137


La storia di Raffaello e la Fornarina fu uno dei miti del Classicismo ottocentesco, sia in Francia che in Germania. In questo dipinto Raffaello coglie la bellezza della Fornarina che, come Susanna, si sta bagnando seminuda.
Il tema di Raffaello e la Fornarina fu sovente trattato nella più comune iconografia del pittore nello studio mentre sta dipingendo il suo ritratto e la donna lo abbraccia affettuosamente, come nella versione di J.A. Dominique Ingres (1780-1867) già della collezione del pittore Müller (Raphael et l'art français, p. 131, n. 134), di Jules Sully (1814-1900) già a Nimes (ibidem, p. 174, n. 218), mentre questa versione, con il pittore che scopre la Fornarina al bagno, non si trova mai raffigurata.
Ci sono anche alcune incisioni, come quella della Fornarina assisa tra le piante di Achille Devéria (1800-1857), litografia (ibidem, p. 200, n. 272), e quella di Francesco Garnier (attivo al Salon dal 1824 al 1850), riproducente un dipinto di Picot del 1822, in cui i due amanti sono ritratti all'aperto sotto la statua di Cupido con il paesaggio di Roma e San Pietro sullo sfondo (ibidem, p. 208, n. 295). L'effigie di Raffaello riprende qui quella consueta con la berretta in testa.
Il nostro dipinto tuttavia, più che francese, parrebbe stilisticamente vicino, seppur posteriore, a esempi di pittori tedeschi a Roma, prossimi ai Nazareni, come F. W. Schadow (1788-1862), J. E. S. von Leonardshoff (1795-1822), J. V. H. Schnorr von Carolsfeld (1794-1872).
Bibliografia di riferimento
Hommage à Raphaël. Raphaël et l'art français, Galeries Nationales du Grand Palais, Parigi, 1983-84;
I Nazareni a Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, De Luca, Roma, 1981, pp. 250-273.


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