Asta N.177 , ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

ven 28 Ottobre 2016 
421 

Anton Luigi Gajoni
(Milano 1889 - San Miniato (Pi) 1966)

Samaritana al pozzo, 1950-60

Olio su tela
cm. 123,5x80

Firma in basso a sinistra: A. L. Gajoni.



Bibliografia
Marco Fagioli, Anton Luigi Gajoni. Pittore da Parigi a San Miniato, Aión Edizioni, Firenze, 2001, p. 90, n. 10.

Dalla natia Milano, Anton Luigi Gajoni arrivò a Parigi nel 1928 ed entrò a far parte di quel gruppo di artisti definiti Les Italiens de Paris, di cui rimase componente fino all'ultima loro mostra alla Galleria Donatello di Firenze il 1 maggio 1943, presentata da Alberto Savinio.
Penultimo di quattordici figli, giovanissimo allievo di Emilio Gola e di Cesare Tallone, la cui lezione è presente nei ritratti del primo periodo, attento anche alla lezione di Gaetano Previati, Gajoni entra subito in contatto con Gino Severini, di cui diverrà "aiuto" negli affreschi della chiesa di Notre Dame du Valentin a Losanna, nel 1933-34.
A Parigi Gajoni, che per vivere faceva le peintre en lettres, si aggiorna immediatamente alle novità della pittura francese che, finita la stagione delle Avanguardie storiche, ritornava a una figurazione classicista. Tuttavia, come Severini, non accetta il rappel à l'ordre in modo così conservativo come molti dei pittori italiani del Novecento, anche se la sua pittura può sembrare parallela a quella di Mario Tozzi.
A Parigi realizza alcuni dipinti-chiave della sua vicenda di artista: il composto Ritratto di donna, 1930, della Collezione H. Wolf, il suggestivo La vigne, 1932, della Galleria d'Arte Moderna di Parigi, già della Collezione Sarniento, La nascita di Venere, 1935, e il suggestivo La ficelle, 1933, tutte composizioni di figure e nudi in uno spazio che ricorda una Metafisica depurata dal sogno.
I suoi apici maggiori li raggiunge con il grande murale Les charmes de la vie, esposto nel 1936 al Salon de l'Art Mural, e con la pala Cristo trionfante, esposta nel Padiglione pontificio della Exposition Internationale des Arts et Tecniques, 1937, la stessa in cui è presente Guernica di Picasso.
La Samaritana al pozzo, pur essendo ascrivibile al 1950 ca., riprende l'idea di bellezza moderna già presente nel periodo parigino, tutta evocata nello sguardo muto tra i due personaggi.
Marco Fagioli


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