Asta N.173 - I, Arredi e Dipinti Antichi

ven 30 Ottobre 2015 
246 

Michel Dorigny (attr. a)
(Saint Quentin 1617 - Parigi 1665)

Santa Margherita

Olio su tela
cm. 100x60


Esposizioni
Immagini del tempo passato. Una raccolta toscana di dipinti antichi, Capalbio, Palazzo Collacchioni, 28 agosto - 11 settembre 2005, cat. pp. 54, 55, n. 17, illustrato a colori.

La Santa, raffigurata nel dipinto secondo la consueta iconografia, con il drago agonizzante ai piedi e lo sguardo rivolto verso l'alto, dove le nuvole si aprono intorno ad un fascio di luce dorata introdotta da due angeli che confermano la natura divina dell'evento, veniva solitamente invocata come protettrice in occasione di nascite.
Se dunque l'iconografia di Santa Margherita presentata nel quadro corrisponde alla consueta agiografia scelta, costituisce invece una preziosa indicazione al fine di proporre qualche ipotesi sull'opera il rapporto esistente tra la misura della tela e il formato rettangolare, entro il quale si inserisce una composizione dal profilo superiore centinato che lascia inutilizzati i due margini laterali dello spazio della tela. Tali elementi assumono un significato alla luce del fondamentale riconoscimento da parte di Marco Fagioli della relazione esistente tra un'incisione di Michel Dorigny da Simon Vouet e questo dipinto. L'incisione di Dorigny, oggi in collezione privata, fa parte di una serie di quattordici, datate tra il 1639 e il 1640, seguite a diciassette incisioni eseguite dall'artista nel biennio precedente, svolte al fine di documentare molte delle opere svolte da Vouet sia attraverso la trascrizione dell'immagine del quadro, sia con precise indicazioni in merito all'ubicazione dello stesso. Il confronto tra le opere trascritte in incisioni da Dorigny, di cui Vouet sarà talmente soddisfatto da fornirgli un contratto "pour ouvrages de peintures et planches" e addirittura promettergli la mano di sua figlia proprio alla fine del 1640, e i dipinti a cui si riferiscono, vede Michel Dorigny proporre in maniera assolutamente puntuale e coincidente quanto rappresentato da Vouet, senza tradurre in controparte il modello, come talvolta avveniva in questi casi. E proprio in accordo con quanto testimoniato dalle incisioni di Dorigny, si colloca anche questa Santa Margherita che differisce dall'incisione esclusivamente per l'assenza di alcuni dettagli, quali per esempio sono la corona d'alloro e la lunga piuma che reca l'angelo che cala dal cielo al centro della stampa. Considerato inoltre che il quadro di Simon Vouet con Santa Margherita che secondo l'incisione entro il 1639 si trovava presso i Padri Minimi a Parigi, è attualmente disperso, la presentazione di questa versione dell'opera costituisce una testimonianza ancora più preziosa del lavoro del grande e variegato "atelier" dell'artista.
Bibliografia di riferimento
J. Thullier, B. Brejon de Lavergnée, D. Lavalle, Vouet, Parigi, 1990;
J. Thullier, B. Brejon de Lavergnée, D. Lavalle, Vouet, Roma, 1991;
Simon Vouet, Actes du colloque international, a cura di S. Loire, Galeries Nationales du Grand Palais, 5-7 febbraio 1991, Parigi, 1992;
J. Thulljer, Vouet e il suo atelier e Vouet e l'incisione, in J. Thullier, B. Brejon de Lavergnée, D. Lavalle, cit., Parigi, 1990.


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