Asta N.173 - I, Arredi e Dipinti Antichi

ven 30 Ottobre 2015 
268 

Andrea Piccinelli, detto del Brescianino
(Attivo a Siena dal 1507 al 1525 ca.)

Madonna col Bambino e i Santi Girolamo e Caterina da Siena

Olio su tavola
cm. 86x65,5

Opera dichiarata di interesse storico-artistico con decreto ministeriale in data 8 agosto 2013, prot. n. 15456.


Trasferitosi a Siena dalla nativa Brescia, con il padre Antonio di Tommaso e il fratello Raffaele, Andrea Piccinelli risulta attivo nella città toscana dal 1507 circa, nella sua prima opera documentata, la Madonna tra due Santi dell'Oratorio di San Bernardino.
Pittore lineare, si colloca, nella sua prima fase, nella cultura figurativa del Perugino e del Pinturicchio.
Nella fase successiva del secondo decennio del Cinquecento, il pittore si volge verso le opere del Sodoma e di Fra Bartolomeo, come indicano la grande pala, già dell'Accademia di Belle Arti, Il Battesimo dell'Opera del Duomo e L'incoronazione della chiesa della Contrada della Chiocciola a Siena.
Nell'ultima fase del suo lavoro il Brescianino subisce l'influsso di Raffaello, non sappiamo se visto a Firenze, nella fattispecie La Madonna in trono con il Bambino, quattro Santi e quattro Angeli, detta Madonna del Baldacchino, iniziata da Raffaello per la Cappella della famiglia Dei in Santo Spirito, e rimasta incompiuta alla partenza di Raffaello per Roma nel 1508, e la Sacra Conversazione, detta Madonna dell'Impannata, secondo il Vasari eseguita per Bindo Altoviti e datata intorno al 1513-14. La nostra Madonna è assegnabile a questa fase finale dell'arte del Brescianino, nella seconda decade del Cinquecento. I personaggi appaiono molto vicini alla Pala dell'Accademia di Belle Arti, e la posizione di tre quarti, quasi di profilo, della Vergine riprende quella della Madonna dell'Impannata di Raffaello.
Si deve notare che il raffaellismo del Brescianino presenta un tono ben più arcaizzante, nella concezione rigida della forma, rispetto ad altri pittori pienamente cinquecenteschi che negli stessi anni, tra il 1515 ed il 1525, copiavano i modelli di Raffaello, quali Gian Francesco Penni e Giulio Romano, come attestano le numerose versioni della Natività della Galleria Borghese di Roma, e la Sacra Famiglia con San Giovannino, detta Madonna Bankes, Dorset, Kingston Lacy.
Il "gusto" ancora tardo-quattrocentesco della tavola del Brescianino, nel rapporto tra la Vergine e il Bambino, è documentabile in altri esempi del primo Cinquecento fiorentino, come il tondo di La Vergine col Bambino addormentato e San Giovannino, della Bottega di Raffaello (Raphaël. Les dernièrs années, 2012, Paris, Musée du Louvre, p. 218, fig. 100).
L'influsso "raffaellesco" nel Brescianino appare in modo evidente nella Crocifissione Chigi Saracini di Siena, che sembra rimandare anche ad Andrea del Sarto, nella Madonna della collezione Ugurgieri di Siena e nella Madonna e Santi della Collezione Johnson di Philadelphia.
Bibliografia di riferimento
Piero Torriti, La Pinacoteca Nazionale di Siena. I dipinti dal XV al XVIII secolo, Sagep Editore, Genova, 1981.


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