Asta N.171 - II, Dipinti e Sculture del XIX e XX secolo

sab 18 Aprile 2015
676 

Vincenzo Gemito
(Napoli 1852 - 1929)

Atalanta, 1923

Bassorilievo in argento
cm. 32

Firma e data in basso a destra: Vincenzo Gemito 1923: marchio Fonderia Gemito, Napoli.


Comunicazione scritta di Carlo Orsi, senza data.


Si riporta il testo della comunicazione di Carlo Orsi: "Il bassorilievo, di forma circolare, rappresentante Atalanta, mitico personaggio delle metamorfosi ovidiane, intenta a raccogliere uno dei tre pomi d'oro gettati, avanti a lei, da Ippomene. Un altro pomo è trattenuto dalla donna con la mano sinistra.
La figura è tratta, con minime varianti, dal dipinto Atalanta e Ippomene eseguito da Guido Reni tra il 1615 ed il 1625 e conservato presso il Museo Capodimonte a Napoli. Di esso esiste un'altra versione conservata al Museo del Prado.
Il rilievo di Gemito esclude completamente la figura di Ippomene, Atalanta, unico elemento, occupa l'intero spazio compositivo, fino a lambire, con la mano destra e con il piede sinistro, i limiti estremi del perimetro.
Una certa libertà interpretativa nella definizione degli arti è offerta allo scultore dallo sfumato, attraverso il quale Reni lascia emergere la figura illuminata dallo sfondo scuro, lasciandone solamente intuire i contorni.
È noto quanto Gemito usasse trascorrere le sue giornate all'interno dei musei napoletani, studiando l'arte antica, dalla quale, spesso, traeva spunto per le sue opere. L'artista si mostrava particolarmente interessato ai pezzi archeologici, ma anche, come in questo caso, alle opere dei grandi maestri dell'arte italiana.
Dall'opera qui analizzata, autografa di Gemito, si conoscono diverse versioni, tra le quali una, in bronzo, priva di datazione, conservata presso la Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
Stilisticamente questo pezzo, eseguito nel 1923, rientra appieno nella fase tarda della produzione gemitiana. È infatti nell'ultimo periodo della sua vita che l'artista ama realizzare sculture in materiali preziosi o semi-preziosi. La sua tecnica si affina, portandolo a completare le opere con mirabili lavori di cesello, come nel nostro esempio. Non a caso, uno degli artisti rinascimentali che Gemito maggiormente apprezza e al quale vuole avvicinarsi è Benvenuto Cellini, proprio per le sue qualità di orafo e cesellatore. Il rilievo esaminato si staglia, infatti, su di uno sfondo magistralmente inciso a bulino".


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