Asta N.171 - II, Dipinti e Sculture del XIX e XX secolo

sab 18 Aprile 2015 
529 

Bruno Innocenti
(Firenze 1906 - 1986)

Venerina verde, 1929

Scultura in bronzo, fusione a cera persa
cm. 31 h.


Esposizioni
Bruno Innocenti scultore, Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, a cura di Marco Fagioli, Renzo Gamucci, scheda di Sara Meloni, San Miniato, 23 ottobre - 13 novembre 2011, cat. p. 150, n. 43.

Si riporta la scheda di Sara Meloni: "Il bronzetto della Venere, che in origine stava posata su una base-calamaio con tre putti di gusto  neorinascimentale, risale al 1929, incarna una bellezza femminile formalmente diversa dai coevi ritratti di Margherita e Lilia, mostrandosi stilisticamente affine a un gusto Déco, tipico dell'epoca e riconducibile alle opere del maestro Libero Andreotti. La Venere, da un punto stilistico, è vicina alle tre sirene che compongono la Coppa del Mare realizzata nel 1927. Non è l'unica rappresentazione della divinità che Innocenti esegue in quegli anni com'è documentato dal catalogo pubblicato nel 1930 in occasione della mostra presso la Galleria Pesaro di Milano, presentata da Andreotti, dove Innocenti espone questo calamaio in bronzo dal titolo Nascita di Venere e due Veneri, una in bronzo e l'altra in terracotta (Mostra personale dei pittori Antonio Berti, Romano Romiti e degli scultori Lelio Gelli, Bruno Innocenti, Galleria Pesaro, Milano, 1930). La Venerina è stata poi fusa come bronzetto a sé stante.


Scroll Down
Back to the Top