Asta N.169 - II, Dipinti e sculture del XIX e XX secolo

sab 1 Novembre 2014
798 

Oscar Ghiglia
(Livorno 1876 - Firenze 1945)

La cinese (Accordi di colore), (1924)

Olio su tela
cm. 97x83

Firma in basso a destra: O. Ghiglia.
Al verso: etichetta Collezione Enrico Checcucci, Cinese (accordi di colore).

Storia
Collezione Enrico Checcucci, Firenze;
Vendita Galleria Geri, Milano, 1931, n. 175;
Collezione privata, Firenze



Esposizioni
Mostra personale dei tre Ghiglia, introduzione di Enrico Somaré, Milano, Galleria Pesaro, febbraio 1929, cat. tav. 2;
Oscar Ghiglia, presentazione di Llewelyn Lloyd, Firenze, Galleria d'Arte Firenze, maggio - giugno 1948, cat. n. 61;
I Postmacchiaioli, a cura di Raffaele Monti e Giuliano Matteucci, Roma, Fondazione Memmo - Palazzo Ruspoli, 3 dicembre 1993 - 28 febbraio 1994, cat. p. 125, n. 101;
I Postmacchiaioli, a cura di Raffaele Monti e Giuliano Matteucci, Livorno, Villa Mimbelli, 7 luglio - 4 settembre 1994, cat. p. 126, n. 104;
Oscar Ghiglia, a cura di Alessandro Marabottini e Vittorio Quercioli, Prato, Farsettiarte, 19 settembre - 20 ottobre 1996, cat. pp. 200, 304, n. 139.

Bibliografia

Delfinio Cinelli, Oscar Ghiglia, in "Eroica", quaderno 106, 1927, tav. 61;
Vincenzo Costantini, Pittura Italiana Contemporanea dalla fine dell'800 ad oggi, Hoepli, Milano, 1934, p. 80;
Isa Morandini, Memorie, Livorno - Firenze, 1946-1947;
Paolo Stefani, Oscar Ghiglia e il suo tempo, Vallecchi, Firenze, 1985, tav. CXLI;
Raffaele Monti, I Postmacchiaioli, Leonardo-De Luca, Roma, 1991, p. 137, fig. 215;
Margherita D'Ayala Valva, Ghiglia, 5 Continents Editions, Milano, 2005, tav. 27.
 
In questo splendido dipinto Ghiglia impegna tutto il suo talento pittorico e sfoggia tutte le esperienze precedenti, portandole a completo compimento. Un forte interesse plastico, che troverà nei dipinti del 1926 la sua massima accezione, è già qui evidente nel risalto che il pittore riesce a dare al volto della cinese stampato sulla stoffa. Non c'è dubbio che l'invenzione di appendere in alto la stoffa accresce la sensazione che la donna orientale sia una figura a sé stante, distaccata dal fondo rappresentato appunto dal tessuto. La decisione di spostare tutta la composizione leggermente a sinistra dalla linea mediana della tela consente a Ghiglia di recuperare lo spazio per il raffinato gioco di ombre, del quale è maestro, contro la parete, ad accentuare il gusto orientale di tutta la composizione. Il dipinto è contemporaneo al Vecchio poncho (fig. 1). Impressionante il confronto diretto fra i due quadri: tutto è identico, dal tessuto pittorico agli smalti preziosi della materia, dalla frutta alle pareti di fondo. La cinese si può, a nostro giudizio, datare finalmente con sicurezza 1924.
V.Q.


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