Asta N.153 - I, Asta di Arredi e Dipinti Antichi

FARSETTI ARTE Viale della Repubblica, Area Museo Pecci - PRATO, gio 28 -  sab 30 Ottobre 2010 
477 

Cristoforo di Jacopo il Vecchio detto Cristoforo da Bologna
(Notizie dal 1363 al 1410)

Crocifissione

Tempera su tavola cuspidata a fondo oro
cm. 69x30

Opera notificata con decreto del 9 novembre 1988, n. 1991.
Pittore di cui non si conosce la città di nascita, variamente indicata in Bologna, Ferrara e Modena, Cristoforo di Jacopo il Vecchio mostra una vicinanza stilistica netta a Simone dei Crocefissi (documentato a Bologna tra il 1355 e il 1399).
Cristoforo da Bologna ha lasciato diverse opere firmate: la Crocifissione e Deposizione della Pinacoteca Nazionale di Ferrara, in cui la figura del Cristo e della Maddalena ai piedi della Croce sono molto simili alla nostra; la Madonna col Bambino e devoti, Bologna, Pinacoteca Nazionale, datata 1380; il San Cristoforo, tavola firmata e datata 1395, della Parrocchiale di Montemaggiore. Insieme a Simone dei Crocefissi e al modenese Serafino dei Serafini, Cristoforo da Bologna mostra, verso la fine del secolo, un avvicinamento alla pittura fiorentina, continuando la tradizione di Vitale da Bologna.
Nella nostra tavola, di manifesta intensità drammatica, la figura del Cristo acquista una valenza nuova nel movimento mosso dei capelli e nello svenimento della Vergine.
Nel decreto di notifica viene segnalata, a fianco della qualità dell'opera, la singolarità iconografica della tabella alla sommità della croce, dove l'iscrizione è recata in tre lingue, greco, ebraico, latino, come vuole il testo evangelico di Luca.
 
Bibliografia di riferimento
 
E. Sandberg Vavalà, Vitale delle Madonne e Simone dei Crocifissi, in Rivista d'Arte, 1929-30;
G. Zucchini, Miniatori e pittori a Bologna, Firenze, 1947;
R. Longhi, La mostra del Trecento bolognese, in Paragone, 1950;
G. Gamulin, Un Cristoforo da Bologna sconosciuto, in Commentari, 1971.


Opera notificata con decreto del 9 novembre 1988, n. 1991.
Pittore di cui non si conosce la città di nascita, variamente indicata in Bologna, Ferrara e Modena, Cristoforo di Jacopo il Vecchio mostra una vicinanza stilistica netta a Simone dei Crocefissi (documentato a Bologna tra il 1355 e il 1399).
Cristoforo da Bologna ha lasciato diverse opere firmate: la Crocifissione e Deposizione della Pinacoteca Nazionale di Ferrara, in cui la figura del Cristo e della Maddalena ai piedi della Croce sono molto simili alla nostra; la Madonna col Bambino e devoti, Bologna, Pinacoteca Nazionale, datata 1380; il San Cristoforo, tavola firmata e datata 1395, della Parrocchiale di Montemaggiore. Insieme a Simone dei Crocefissi e al modenese Serafino dei Serafini, Cristoforo da Bologna mostra, verso la fine del secolo, un avvicinamento alla pittura fiorentina, continuando la tradizione di Vitale da Bologna.
Nella nostra tavola, di manifesta intensità drammatica, la figura del Cristo acquista una valenza nuova nel movimento mosso dei capelli e nello svenimento della Vergine.
Nel decreto di notifica viene segnalata, a fianco della qualità dell'opera, la singolarità iconografica della tabella alla sommità della croce, dove l'iscrizione è recata in tre lingue, greco, ebraico, latino, come vuole il testo evangelico di Luca.
 
Bibliografia di riferimento
 
E. Sandberg Vavalà, Vitale delle Madonne e Simone dei Crocifissi, in Rivista d'Arte, 1929-30;
 
G. Zucchini, Miniatori e pittori a Bologna, Firenze, 1947;
R. Longhi, La mostra del Trecento bolognese, in Paragone, 1950;
G. Gamulin, Un Cristoforo da Bologna sconosciuto, in Commentari, 1971.

Esposizione: 
Prato, da sabato 23 ottobre, orario: 10 – 13 / 16 – 19,30, festivi compresi 
 

Scroll Down
Back to the Top